Blog aziendale? Ecco come convincere il tuo capo

Come Convincere il Capo ad immergersi nel redditizio mondo del Blogging Business

Immagina di voler convincere il tuo capo alla creazione di un blog aziendale. Oppure immagina di volerlo convincere a modificare la strategia seguita fino ad oggi nella gestione del blog che già esiste ma dà poco ritorno in termini di visite e di vendite. L’articolo che stai per leggere ti aiuterà a mettere a fuoco i vantaggi di una strategia di blogging business e a farli comprendere al tuo capo.

E se l’azienda è tua, al termine di questo post saprai perché non puoi fare a meno di avere un blog aziendale professionale per espandere la tua attività nel Web.

Ho parlato di blog aziendale anche in questo articolo: Vuoi un blog aziendale perfetto? Ecco alcuni consigli utili

Il Blog aziendale: un problema di fondo

Conosco diverse aziende che hanno già un proprio blog aziendale, ma che hanno letteralmente lasciato morire il progetto. Non lo aggiornano quasi mai e i responsabili dell’azienda ritengono che sia stata una spesa inutile avviarlo. Probabilmente sarà eliminato il prossimo anno nell’ambito della revisione delle spese. Se questa situazione ti è familiare, lascia che ti dica una cosa. Buona parte dei blog aziendali non funziona perché è bloccato da due errori tipici:

  • il linguaggio troppo formale e distaccato, tipico della corrispondenza commerciale ma che sul web non interessa a nessuno
  • al centro del sito c’è l’azienda e non il visitatore.

Ma di questi aspetti abbiamo già parlato in passato, per cui non mi soffermo oltre. Un professionista del blogging business ti insegnerà le migliori strategie per comunicare contenuti di valore al tuo potenziale cliente utilizzando una forma adatta al mondo virtuale di internet.

Cos’è esattamente un blog aziendale?

In poche parole, si tratta di uno strumento online gestito da un’azienda o un’organizzazione che pubblica regolarmente contenuti pertinenti al proprio settore, prodotti o servizi. Questi contenuti possono assumere forme diverse, come articoli informativi, guide pratiche, recensioni di prodotti, notizie dell’azienda e molto altro ancora.

L’obiettivo principale di un blog aziendale è fornire valore aggiunto ai lettori, dimostrare l’esperienza e l’autorità dell’azienda nel proprio settore e coinvolgere il pubblico target. Inoltre, i blog aziendali possono svolgere un ruolo fondamentale nella strategia di marketing digitale di un’azienda, contribuendo a migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, aumentare il traffico sul sito web, generare lead e costruire relazioni con i clienti attraverso l’interazione sui social media.

In breve, un blog aziendale è un pilastro fondamentale per qualsiasi strategia di marketing moderna, consentendo alle aziende di comunicare in modo efficace con il proprio pubblico e di distinguersi dalla concorrenza nel vasto panorama digitale

Cosa impedisce le aziende a lanciare un company blog di successo

Vediamo invece le obiezioni più frequenti che impediscono alla tua azienda di lanciare un blog. O, se l’azienda è tua, che ti frenano.

# 1 – non ho tempo

Siamo tutti uomini e donne abitudinari. Le sfide nuove ci spaventano o, nel migliore dei casi, non ci piacciono. Preferiamo continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto piuttosto che investire tempo in un’attività nuova. Inoltre i responsabili sono occupati in grandi progetti, per cui riterranno la tua proposta una sostanziale perdita di tempo.

Puoi rispondere a questa obiezione chiedendo di fissare un budget sia di spesa sia di tempo. “Datemi al massimo sei mesi per questo progetto che non costerà più di x euro” potrebbe essere la frase decisiva. Determinando una scadenza utile per valutare i risultati, il responsabile si sentirà sollevato dal fatto che non si impegna a tempo indeterminato in una nuova iniziativa.

# 2 – i nostri clienti non leggono i blog

Questa obiezione è tipica di chi è poco propenso alle novità. Eppure tu ed io sappiamo che il mondo sta cambiando ad una velocità mai vista prima nella storia dell’umanità. Alcune aziende – che hanno un vecchio modo di pensare – chiudono schiacciate dalla concorrenza. Altre, invece, sfruttano le nuove tecnologie per aumentare il proprio giro di affari e prosperano. E’ un caso che le grandi multinazionali siano presenti sui social media e abbiano un blog aziendale con cui comunicare con i propri clienti? Stanno perdendo tutti tempo? O siamo noi ai quali sta sfuggendo qualche cosa?

# 3 – Non sono uno scrittore

Molte persone credono che bisogna avere delle doti letterarie notevoli per scrivere su un blog. Ebbene, chi le ha davvero, farà bene a non scrivere affatto. Il suo stile elegante sarà probabilmente inadatto ad web dove prevale un linguaggio semplice e diretto. Chi ha davvero successo in questo mondo scrive con personalità, come se stesse parlando ad un suo amico. Non produce versi in rima e non scrive in modo necessariamente elegante.

Ma trasmette carisma e attira visitatori. Scrivi come parli e invita il tuo capo a fare altrettanto. Questo, secondo Joe Vitale, è il vero segreto della scrittura persuasiva o ipnotica come la definisce lui.

Leggi anche: Blog aziendale? Ecco come convincere il tuo capo

Come convincere il capo a scrivere per un blog aziendale

Per garantire una gestione efficace del blog aziendale nei prossimi dodici mesi, è essenziale pianificare con cura gli argomenti da trattare. Questo non solo ci permetterà di evitare l’ansia di dover trovare di volta in volta un tema su cui scrivere, ma ci consentirà anche di mantenere una coerenza editoriale e di rispondere in modo mirato agli interessi del nostro pubblico di riferimento.

Innanzitutto, predisporremo un piano di marketing contenutistico, identificando le aree chiave su cui concentrarci. Queste potrebbero includere argomenti legati alle ultime tendenze del settore, guide pratiche per l’utilizzo dei nostri prodotti o servizi, approfondimenti su temi rilevanti per i nostri clienti, casi studio di successo e molto altro ancora. Il piano sarà strutturato in modo da coprire una vasta gamma di argomenti, garantendo un mix equilibrato di contenuti informativi, educativi e coinvolgenti.

Inoltre, faremo una revisione completa del materiale già disponibile, come newsletter, schede tecniche dei prodotti e testimonianze dei clienti. Questo materiale, opportunamente riscritto e adattato al contesto del web con l’aiuto di un professionista, rappresenterà un prezioso contributo al nostro blog aziendale. Integreremo queste risorse nel nostro piano editoriale, sfruttando al meglio il valore aggiunto che offrono.

Per garantire una produzione costante di contenuti di qualità, individueremo una persona all’interno dell’azienda che abbia una predisposizione per la scrittura e la passione per gli argomenti trattati sul blog. Questa persona sarà incaricata di redigere gli articoli, con la possibilità di firmarli o di apporre la firma del capo come garanzia di approvazione e autenticità. Ciò ci consentirà di distribuire il carico di lavoro in modo equo e di sfruttare al meglio le competenze interne dell’azienda.

Infine, ci impegniamo a fissare un obiettivo ragionevole di almeno uno o due post al mese. Questo obiettivo, pur essendo realistico e accessibile, ci permetterà di mantenere una presenza costante sul blog e di mantenere vivo l’interesse del nostro pubblico nel tempo. La continuità nella pubblicazione dei contenuti è fondamentale per ottenere risultati tangibili e consolidare la nostra presenza online nel lungo termine.

Ovviamente, dove è possibile, pubblicare più post al mese può portare maggiori benefici.

Ora tu ed il tuo capo non avete davvero scuse per non avere il vostro blog aziendale…

 

Buon blogging business!!

La tua azienda ha un Blog aziendale? Rispondi lasciando un commento qui in basso.

Linda Rottenberg: 5 lezioni per aspiranti imprenditori

5 Consigli per aiutare la tua start up a prendere il volo.

Scopri le lezioni che ogni imprenditore deve avere bene in mente prima di iniziare un progetto, dal CEO e Co-Founder di Endeavor, Linda Rottenberg.

Lezioni su Come Essere un Imprenditore

1. Essere Considerati Pazzi è un Complimento

Se la tua idea non è considerata “pazza”, probabilmente non stai pensando in grande abbastanza. Quando qualcuno bolla la tua idea come folle, prendilo come un complimento.

2. La Strategia di Stalking è Sottovalutata

Quando ho iniziato Endeavor, ho imparato che condividere la mia idea in ogni contesto possibile era cruciale. Aspettavo le persone fuori dai bagni, vicino ai tapis roulant, e perfino sugli aerei, sempre pronto a parlare del mio progetto. Questa “strategia di stalking”, sebbene non letterale, è una metafora della persistenza. Non tutti apprezzeranno la tua idea, e molti ti rifiuteranno. Tuttavia, la chiave è affrontare questi rifiuti e tornare alla carica con determinazione. Ogni conversazione è un’opportunità di apprendimento e un passo verso il successo.

Esempio Pratico:

Quando stai cercando di lanciare una startup, ogni incontro può essere un’opportunità di networking. Potresti incontrare un potenziale investitore in una conferenza, un partner commerciale in una caffetteria, o un cliente chiave in un evento di settore. L’importante è essere sempre preparati a presentare la tua idea con passione e chiarezza.

3. Sognare in Grande e Suddividere i Sogni in Passi Gestibili

Sognare in grande è fondamentale per un imprenditore, ma è altrettanto importante suddividere quel grande sogno in passi gestibili. L’imprenditoria è un viaggio fatto di piccoli successi e inevitabili fallimenti. È essenziale imparare dai tuoi fallimenti, che sono opportunità di crescita e miglioramento. Celebra ogni piccolo traguardo, poiché rappresenta un passo verso il raggiungimento del tuo grande obiettivo.

Piano di Azione:

Supponiamo che tu voglia lanciare una nuova app. Il tuo sogno potrebbe essere quello di diventare leader di mercato. Suddividi questo obiettivo in fasi: ricerca di mercato, sviluppo del prototipo, test con un gruppo ristretto di utenti, lancio beta, raccolta di feedback, e lancio ufficiale. Ogni fase deve avere obiettivi specifici e misurabili che ti avvicinano al tuo sogno finale.

4. Vai in Grande e Torna a Casa

L’equilibrio tra lavoro e vita privata è essenziale per un imprenditore. È possibile avere grandi idee e raggiungere il successo, ma è altrettanto importante dedicarsi alla famiglia e trovare un equilibrio. “Vai in grande e torna a casa” significa che puoi perseguire ambizioni elevate senza trascurare la tua vita personale. La chiave è la gestione del tempo e la capacità di delegare.

Implementazione:

Per mantenere questo equilibrio, stabilisci dei limiti chiari tra lavoro e vita privata. Pianifica il tuo tempo in modo che ci sia spazio per le attività familiari e personali. Utilizza strumenti di gestione del tempo e delega compiti quando possibile per evitare il burnout. Ricorda che il successo non si misura solo in termini di risultati professionali, ma anche nella qualità della tua vita personale e nelle relazioni che coltivi.

5. Adesso è il Momento: Just Do It

Ispirati dalla campagna brasiliana “Agora é a hora” (adesso è il momento). Agisci ora sulle tue idee, senza esitazioni.

Questi insegnamenti forniscono una guida preziosa per chi aspira a essere un imprenditore, enfatizzando la necessità di pensare in grande, essere persistenti, imparare dai fallimenti, trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata e agire subito sulle proprie idee.

Chi è Linda Rottenberg?

CEO e co-fondatrice della rete di imprenditori Endeavor, é referente per l’imprenditorialità sociale e per l’impulso delle iniziative nei mercati emergenti.

Appassionata della cultura imprenditoriale e delle opportunità di innovazione e leadership, Rottenberg ha motivato diversi executive nel mondo per anni grazie al suo spirito imprenditoriale. Come CEO di Endeavour, é stata una pioniera dell’imprenditorialità di alto impatto, ed è stata anche inclusa nel 2011 nel ranking Impact 30 della rivista Forbes, pubblicato per la prima volta quest’anno.

Cosa possiamo imparare dai 504 miliardi investiti in Silicon Valley?

Cosa fermenta nel mondo delle start up e perché sono sempre di più le grandi aziende che acquistano le promettenti nuove imprese? Nel corso degli anni il fatto di creare delle attività con l’obiettivo di exit milionarie è diventato un vero e proprio business.

I maggiori compratori si trovano oltreoceano e, in particolare nella Silicon Valley, dove Google detiene incontrastato il primato. Per fare un esempio, se stilassimo una classifica dei maggiori acquirenti di start up, Big G supererebbe da solo il numero di acquisizioni di tutte le altre 14 aziende che lo seguono.

Dal 2012 solo negli USA sono state acquistate quasi 5.000 neo imprese e investiti 504 miliardi di dollari. Numeri sicuramente straordinari ma, anche in questo mondo luccicante qualcosa sta cambiando, infatti, i famosi venture capitalist e gli acceleratori di start up non vanno più alla ricerca di unicorni come sono stati proprio Google e Facebook (ma anche Uber in periodi più recenti).

Cosa sta cambiando in Silicon Valley?

Queste attività non attirano più e le attenzioni sono sempre più rivolte a piccole start up capaci di risolvere problemi specifici e, soprattutto, in grado di sopportare meglio gli scossoni del mercato. In parole povere, anche nella Silicon Valley, il marketing di nicchia sta conoscendo una nuova età dell’oro.

Ho detto una nuova età dell’oro perché di certo non è un concetto nuovo del marketing e lo dimostrano anche storici prodotti molto famosi (come quelli racchiusi dal sito internetmarketingsemplificato). Di che cosa si tratta?

Se lo vogliamo riassumere possiamo dire che è la capacità di un prodotto, un’azienda o un brand di soddisfare bisogni specifici di un ristretto gruppo di persone. Quindi non si cerca più il modo per raggiungere quante più persone possibili, al contrario l’obiettivo è quello di conquistare e mantenere l’attenzione delle giuste persone, quelle di un target ben preciso.

Quali sono gli obiettivi di un’acquisizione?

Finora abbiamo condotto solo una prima analisi superficiale di quello che sta succedendo nel mondo del business e delle start up, perché le grandi aziende puntano sempre più nell’acquisizione di nuove imprese e hanno l’obiettivo di sviluppare nuove competenze.

Cercare di svilupparle all’interno dell’azienda è difficoltoso ed è anche questo motivo che spinge colossi come Big G ad investire sui neoimprenditori di tutto il mondo, o a MasterCard di investire in acceleratori di start up.

Questo fenomeno dimostra un cambiamento importante all’interno dei mercati, perché evidenzia come i siano sempre più eterogenei e tutto si sta muovendo sempre più verso una realtà segmentata. I clienti hanno quindi necessità sempre più specifiche e vogliono risolvere problemi molto diversi fra loro.

Questo inevitabilmente richiede una grandissima mole di competenze che anche per una grande azienda è impossibile avere, se non attraverso l’acquisizione di nuove start up.

Qual è la soluzione per le PMI?

Se quindi la situazione per chi ha grandi budget è cosi difficile, quale può essere la soluzione per le piccole e medie imprese? Semplice, “colpire” piccoli gruppi di persone (nicchie di mercato) e diventare degli “eroi” di una community ristretta.

I valori di questa community sono il punto di partenza per sviluppare prodotti e servizi che possono essere davvero apprezzati. Insomma, per riassumere il tutto possiamo dire che stiamo assistendo ad un ritorno al “piccolo” e gli investimenti dei grandi player mondiali ne sono una chiara dimostrazione.

Lezioni di business … dal carcere – Jeff Smith

Jeff Smith ha trascorso un anno in carcere. Ma quello che ha scoperto all’interno non è quello che si aspettava — ha visto nei suoi compagni detenuti un’immensa ingegnosità e una saggezza imprenditoriale. Si chiede: perché non dare una spinta a questo potenziale imprenditoriale per aiutare gli ex-detenuti a contribuire alla società una volta usciti?

Quali dati vengono raccolti su di te e in che modo questo influenza la tua vita online

Gary Kovacs: Tracciare i tracciatori

Mentre navighi in rete, vengono raccolte informazioni su di te. Il tracciamento in rete non è un male al 100%: i dati personali possono rendere più efficienti le tue ricerche; i cookie possono aiutare i tuoi siti preferiti a rimanere attivi. Ma, dice Gary Kovacs, è un tuo diritto sapere quali dati vengono raccolti su di te e in che modo questo influenza la tua vita online. Svela un’estensione per Firefox per fare proprio questo.

Puoi scaricare l’estensione per Firefoxda questo link: http://www.mozilla.org/en-US/collusion/

Gary Kovacs is the CEO of the Mozilla Corporation, where he directs the development of Firefox

Quante vendite perdi ogni giorno sul tuo sito web?

Ottimizza le tue vendite con questi semplici, ma potenti consigli

Tra tutte le persone che ogni giorno visitano il tuo sito web o ecommerce solo alcune effettivamente compreranno il tuo prodotto. Una piccola parte. Gli altri saranno persi per sempre a meno che tu non li recuperi grazie ad un autoresponder.

La Fiducia Vende

La scorsa estate ho letto il libro di Todd Duncan, High Trust Selling. E’ un testo molto interessante che mette in luce una cosa ovvia ma trascurata. Tutti noi (anche tu ed io) compriamo solo dalle persone o dalle aziende che ci piacciono e di cui ci fidiamo. Quindi, se vuoi fare sì che un visitatore che atterra sul tuo sito acquisti uno o più prodotti da te, è necessario prima creare un rapporto di simpatia e di fiducia. Il punto è come.

Il primo modo per creare un rapporto confidenziale è quello di farti aiutare da dei professionisti nella stesura di una landing page persuasiva. Inoltre è meglio scrivere periodicamente su un blog che non utilizzare un sito statico.

Nel primo caso, infatti, avrai la possibilità di farti conoscere meglio attraverso gli articoli che via via pubblicherai nel tempo. Ma se questo ti aiuta ad aumentare la fiducia nel tuo target, difficilmente farà esplodere le vendite.

Lead Generation: il Segreto dei contatti che acquistano (anche più volte)

Un potenziale cliente, affinché diventi un compratore effettivo, ha bisogno di essere corteggiato. Deve avere un rapporto il più possibile personale con te ed occorre tempo affinché una serie di semplici contatti si trasformi in un rapporto di fiducia. Quindi dovrai spendere un po’ dei tuoi soldi e del tuo tempo per creare relazioni solide ben sapendo che il tuo investimento sarà ripagato.

Il vero segreto per incrementare le tue vendite sta nel creare una lista di persone interessate alla tua attività (Lead Generation) e iniziare a comunicare e creare un rapporto di fiducia per spingerli al acquisto. Tecnicamente la cosa è semplice: ti basta offrire un prodotto di valore gratuito in cambio dell’iscrizione ad una mailing list alla quale manderai dei messaggi successivi (follow up) con un software automatico che si chiama autoreponder.

Come utilizzare al meglio il tuo autoresponder

Se è relativamente facile trovare sul mercato un software autoresponditore (i più noti e seri sono aweber e getreponse – e ti sconsiglio di cadere nella tentazione di usare quelli gratuiti che sono inaffidabili e pieni di pubblicità) più complessa è la gestione delle mail successive. Non ti nascondo che la tentazione di fare molta pressione inviando mail di vendita alla tua lista è molto forte.

Ma farai bene a non cadere in tentazione, perché il nostro cervello ragiona sulla base di risposte condizionate. Se una persona ti tende la mano tu gliela stringi senza pensarci, giusto? Questo è un esempio di risposta condizionata. Ora, riesci ad immaginare che cosa accadrebbe se una persona ogni volta che riceve una tua mail pensasse “questo sta cercando di vendermi qualche cosa?”. La tua mail finirebbe subito nel cestino senza nemmeno essere letta. Che fare allora? Non trasformare le tue mail in annunci pubblicitari.

Utilizza questi tre “trucchi”:

  • inizia a scrivere tre o quattro follow up in cui dai altro valore alla tua lista. Regala altri prodotti (ebook o videocorsi) e fornisci informazioni di qualità ed utili nel testo stesso della mail. Solo dopo inizierai a proporre la vendita di un prodotto a pagamento;
  • alterna email commerciali il cui obiettivo è vendere con email in cui aggiungi valore e basta. In questo modo il lettore sarà sempre incentivato ad aprire le tue mail, perché non ne conoscerà il contenuto e non scatterà nessuna risposta condizionata tipo: un’altra email pubblicitaria
  • prima di parlare del prodotto che vuoi vendere dai, nella stessa mail, altro valore e accompagna dolcemente il lettore verso l’epilogo in cui c’è il call to action. In questo modo fai del “marketing educativo”. Prima trasmetti informazioni di qualità e poi lasci intendere che per terminare il discorso iniziato è necessario acquistare il prodotto.

Grazie a questi potenti trucchi nella gestione della tua mailing list otterrai dei grandi vantaggi sia in termini di elevata percentuale di conversione sia di basso tasso di abbandono del carrello del tuo ecommerce. E stai certo che una volta che il cliente avrà ricevuto parecchio da te e sarà trascorso un po’ di tempo da quando ti ha incontrato avrà in te la fiducia sufficiente per cliccare sul bottone “ordina ora”.

Buon business!!

In che direzione sta andando il tuo business online?

business onlineTi sei mai posto questa domanda? Beh si tratta di un concetto molto importante nel mondo della crescita personale, che dovrebbe diventare un modello anche per noi, che ci occupiamo di sviluppare e gestire business online, grazie alle potenzialità del web marketing.

In pratica il risultato di un atteggiamento del genere è il miglioramento continuo, e cioè riuscire ogni giorno a potenziare la propria attività su internet, anche se di poco.

Questo è molto importante perché, soprattutto su internet, viviamo in un mondo che cambia in continuazione e lo fa sempre più velocemente, quindi l’unica soluzione per raggiungere e rimanere sulla cresta dell’onda, è crescere ogni giorno di più

Per questo motivo ho voluto farti una domanda del genere, sai dove sta andando il tuo business? Stai migliorando o è fermo alla stessa situazione di un mese fa?

Il bello è che per poter rispondere ad una domanda del genere, hai bisogno di sapere dove sei adesso. Come puoi pretendere di migliorare, sapendo solamente che in questo mese hai avuto 3000 visite?

Se ieri ne avevi 15.000 è un pessimo risultato, ma se ne avevi solo 1000 si tratta di un ottimo traguardo, e questo vale per tutte le aree del tuo business, dagli iscritti alle tue mailing list, ai nuovi clienti acquisiti, fino a quelli fidelizzati e che ritornano soddisfatti…

…devi sapere dove eri ieri e dove sei oggi, se vuoi conoscere la direzione veso cui ti stai muovendo. Ecco allora che hai bisogno di monitorare tutti questi dati, ma come fare?

Lo strumento, tra l’altro gratuito, che utilizzo anche io per tenere sotto controllo questi dati, è  google analytics per il comportamento dei visitatori e dei clienti, e webmaster tool, per la parte del seo.

A questo punto non voglio spiegarti tutte le sue funzionalità di questi due servizi, visto che se fai una breve ricerca troverai migliaia e migliaia di risultati utili, quello che invece vorrei darti è il giusto atteggiamento mentale per riuscire ad utilizzarli al meglio…

…perché come per lo sviluppo personale, anche un attività online ha bisogno di crescere gradualmente, ogni giorno di più rispetto al precedente.

Quindi quello che ti consiglio di fare con i dati che avrai, è osservarli in un quadro generale dividendoli per i vari percorsi che il cliente segue per arrivare fine.

In questo modo riuscirai ad avere una visione generale di tutto il processo e scoprirai qual è l’anello debole della catena, cosi da sapere dove agire per avere un risultato finale migliore.

Hai raggiunto un livello sopra le tue aspettative e non sai come migliorare il tutto? Fai dei test e non smettere mai, perché si tratta dell’unico modo per sapere con certezza quello che funziona.

Fai attenzione a non scoraggiarti però, soprattutto se non hai dei buoni risultati, perché se crescerai ogni giorno di più, stai pur certo che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Quindi chiediti sempre di che cosa ha bisogno, il tuo business online per crescere? Verso che direzione stai andando e che cosa stai facendo per essere più “grande” rispetto a ieri? Mi raccomando aspetto un tuo commento ;-)

Il Business delle Mutande – Lingerie business

Ma è ancora un’opportunità di business?

Secondo gli esperti, la risposta è un chiaro . Le previsioni per il settore dell’intimo, soprattutto nell’era post-pandemica, rimangono incoraggianti. A differenza di altri settori colpiti da una significativa contrazione, il mercato dell’intimo continua a mantenere una posizione stabile. Questo equilibrio è attribuibile alla resilienza di due segmenti principali: i prodotti di fascia bassa e quelli di fascia alta.

Le vie di mezzo, invece, risultano sempre più penalizzate. Nel contesto attuale, in cui i consumatori sono più selettivi e attenti al valore del denaro, resistono i prodotti economici e quelli di lusso, mentre i brand di fascia media faticano a trovare una propria nicchia di mercato.

La nuova frontiera dell’intimo

Il settore dell’intimo sta vivendo una vera e propria rivoluzione, trasformandosi da necessità quotidiana a simbolo di stile, lusso e persino empowerment personale. Sempre più consumatori cercano prodotti che combinino estetica, comfort e funzionalità, portando il concetto di lingerie oltre i confini tradizionali.

Da Parah ad Agent Provocateur, fino a Victoria’s Secret, i grandi marchi hanno colto l’opportunità di innovare. La tendenza più rilevante? Il “sexy di lusso”. Accessori come frustini di pelle, manette giocose e sex toy di design sono diventati oggetti ricercati, non solo per uso privato ma anche come regali esclusivi.

Ad esempio, a New York, Londra e Parigi, i consumatori investono in lingerie di alta qualità e accessori moda a doppio uso. Un dato curioso: un terzo dei clienti di Angélique Devil, un famoso negozio di lingerie di lusso, sono uomini di età compresa tra i 40 e i 60 anni, disposti a spendere anche 200 euro per un reggiseno da regalare.

Anche il mercato italiano si sta adattando a questa evoluzione. Milano, Roma e Firenze sono le città che trainano questa trasformazione, ma anche le piattaforme online giocano un ruolo cruciale. I social network, come Facebook e Instagram, non solo ampliano la visibilità dei brand, ma permettono anche di instaurare un rapporto diretto e personalizzato con i clienti.

Il business delle mutande online

L’e-commerce ha rivoluzionato il modo in cui acquistiamo, e il settore dell’intimo non fa eccezione. Vuoi per privacy, vuoi per comodità, sempre più persone scelgono di acquistare lingerie e intimo attraverso piattaforme online.

Per chi desidera avviare un’attività in questa nicchia, è essenziale partire con un piano ben strutturato. Ecco alcuni elementi fondamentali:

  1. Sito web professionale: Il design del sito web deve trasmettere serietà e affidabilità, combinando una grafica accattivante con un’esperienza utente fluida.
  2. Magazzino ben assortito: Per iniziare, è consigliabile avere un inventario con almeno 40-50 modelli di intimo, suddivisi per taglie, colori e stili, che includano babydoll, chemise, tanga e perizomi.
  3. Strategia di marketing digitale: L’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), la pubblicità online e il content marketing sono strumenti imprescindibili per raggiungere e fidelizzare i clienti.
  4. Distinzione dal sexy shop: È importante posizionarsi come un negozio elegante e di qualità, evitando di essere percepiti come un comune sexy shop.

Una tendenza emergente riguarda l’utilizzo di abbonamenti mensili, simili a servizi come Netflix, ma dedicati alla lingerie. Aziende come Adore Me o Savage X Fenty offrono set mensili personalizzati, combinando praticità e fidelizzazione del cliente.

Nuove tendenze nel settore dell’intimo

Il 2024 ha introdotto alcune novità interessanti nel settore:

  • Intimo sostenibile: La sostenibilità è diventata una priorità per molti consumatori. Brand come Organic Basics e Underprotection stanno lanciando collezioni realizzate con materiali ecologici, come cotone biologico e fibre riciclate, rispondendo alla crescente domanda di prodotti etici.
  • Tecnologia e lingerie: La tecnologia sta entrando sempre più nel design dell’intimo. Ad esempio, alcune aziende utilizzano tessuti intelligenti per migliorare il comfort e monitorare la salute, mentre altre offrono capi personalizzati grazie alla scansione 3D del corpo.
  • Inclusività: Marchi come Savage X Fenty hanno rivoluzionato il mercato con collezioni che celebrano la diversità, includendo taglie forti, colori della pelle vari e modelli non convenzionali.

Numeri aggiornati del settore

Per capire meglio l’importanza del settore, ecco alcune statistiche rilevanti:

  • Mercato globale della lingerie: Il valore del mercato globale della lingerie è stato stimato in 43 miliardi di dollari nel 2022 e si prevede che raggiunga i 78 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 7,6%.
  • Settore dell’intimo in Italia: In Italia, il mercato dell’intimo femminile vale circa 2,5 miliardi di euro, con una crescita significativa del segmento online, che rappresenta il 15% delle vendite totali.
  • Segmento maschile: Anche l’intimo maschile sta registrando un aumento nelle vendite, con una particolare attenzione a pigiami e boxer di alta qualità. Il giro d’affari è stimato in oltre 900 milioni di euro.

Curiosità dal mondo dell’intimo

Victoria Beckham, celebre ex Spice Girl e icona di stile, è stata scelta come testimonial per Giorgio Armani, firmando un contratto di 13 milioni di euro per tre anni. Questo dimostra come le celebrità continuino a giocare un ruolo chiave nel promuovere i brand di lusso.

Ma non solo. Una recente indagine ha rivelato che:

  • Il 60% delle donne considera l’intimo una forma di espressione personale, paragonandolo agli accessori moda.
  • Gli uomini rappresentano il 35% dei clienti online, spesso alla ricerca di regali per le loro partner.
  • Il colore più venduto? Il nero, seguito dal rosso e dal bianco.

Conclusione

Il settore dell’intimo è un mercato vivace e in costante evoluzione. Sia che si tratti di lanciare un nuovo marchio online, sia di investire in collezioni di lusso, le opportunità sono molteplici. Tuttavia, per avere successo, è cruciale comprendere le esigenze dei consumatori, adottare strategie innovative e rimanere al passo con le tendenze globali.

E tu? Hai mai pensato di entrare in questo settore? Raccontaci la tua esperienza o lascia un commento!

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